Uno dei momenti più
belli ed emozionanti per il proprietario di un cane
è la nascita di una cucciolata. Al giorno d’oggi la
maggior parte dei nostri animali vengono
sterilizzati sia per prevenire patologie legate ai
calori, sia per evitare gravidanze indesiderate che
porterebbero alla nascita di cani per i quali
potrebbe essere difficile trovare una sistemazione
dignitosa e intelligente. Ma quando desideriamo
vivere l’esperienza di una gravidanza e di un parto
del nostro animale, o quando i vicini ci riferiscono
di avere visto entrare nel nostro giardino quel
maschietto vagabondo e averlo trovato "attaccato" a
Lilly, cosa dobbiamo sapere per essere preparati al
momento cruciale?
La cagna è un animale
che va in calore una sola volta all’interno della
sua stagione riproduttiva. Il primo estro avviene
tra il sesto e il decimo mese di età (più tardi
nelle razze di taglia grande) e i successivi si
manifesteranno in media ogni sei mesi.
In genere la natura sa
bene come agire: se una cagna in calore, abbastanza
giovane e in buone condizioni generali, incontra un
cane maschio e accetta l’accoppiamento, la
probabilità di trovarsi entro breve con una
cucciolata è molto elevata.
Se invece si cerca la gravidanza, è buona norma
portare la femmina ad accoppiarsi a casa del maschio
per due o tre giorni consecutivi (l’undicesimo e il
tredicesimo giorno dall’inizio del proestro sono i
migliori) per aumentare le probabilità che
l’incontro avvenga durante dell’ovulazione.
La gravidanza dura in
media 63 giorni e la diagnosi è possibile solo dopo
il 20° giorno. La particolare situazione ormonale
della cagna non permette una diagnosi precoce
tramite l’esame del sangue, come avviene per la
donna. Il test della relaxina e l’ecografia
addominale sono le metodiche più usate. L’ecografia
in particolare ci permette non solo di verificare se
la cagna è in dolce attesa, ma anche di valutare se
i cuccioli sono vivi e vitali e di dimensioni
adeguate. Non definisce invece con sicurezza il
numero dei cuccioli, dato rilevabile solo tramite
una radiografia eseguita alla fine del primo mese di
gestazione. E’ un sistema che però viene utilizzato
ormai sempre più raramente. Le modificazioni
corporee si rendono evidenti solo nell’ultimo terzo
della gestazione, quando si sviluppano le mammelle e
l’addome inizia ad aumentare di volume.
Non dimentichiamo che
dal punto di vista comportamentale la nostra
presenza è fondamentale per l’equilibrio della madre
e dei nascituri. Recenti studi hanno dimostrato che,
ad esempio, accarezzare spesso la pancia della
madre, oltre a tranquillizzare questa, rende i
cuccioli più inclini al contatto umano.
Anche se non è un metodo
infallibile, misurando quotidianamente la
temperatura rettale della cagna si può prevedere con
approssimazione il momento del parto. Circa 24 ore
prima della nascita dei cuccioli, la temperatura
scende di circa un grado, passando dai fisiologici
38,5°C a 37,5-37°C.
Nei 2-3 giorni precedenti mamma cagna mostra segni
comportamentali caratteristici: ricerca luoghi
tranquilli e bui, "fa il nido" ed è irrequieta.
Assecondando la sua natura, è buona norma
predisporre un giaciglio in una zona non disturbata
della casa, con coperte morbide e stracci in
abbondanza.
Solitamente il parto non
presenta particolari problemi: l’inizio si manifesta
con tremori, respirazione affannosa e, a volte,
vomito, cui seguono le contrazioni uterine che
portano all’espulsione del feto. In media tra
l’espulsione di un cucciolo e il successivo possono
passare da mezzora al alcune ore. Se la cagna smette
di spingere senza avere partorito nessun cucciolo, o
passano più di quattro ore senza che espella il
cucciolo successivo, è il momento di chiamare il
veterinario che provvederà a somministrare farmaci
per aiutare il parto o a eseguire un parto cesareo.
Durante l’espulsione,
tra un feto e il successivo o alla fine del parto,
la cagna espelle le placente e a volte le mangia. E’
un comportamento assolutamente normale e pare
favorisca la involuzione uterina.
Alla fine del parto la
cagna si tranquillizza e accudisce la cucciolata
leccando i piccoli e allattandoli. In genere la
nostra presenza è superflua, tranne nel caso di un
parto distocico, nel quale l’intervento del
veterinario è indispensabile per salvare la vita al
cucciolo e a volte anche alla madre, e nel caso di
madri primipare particolarmente inesperte. In genere
l’istinto è così forte che mamma cagna sa
esattamente cosa fare durante tutto il parto e dopo
la nascita dei piccoli.
La gioia di tanti
cagnetti schiamazzanti in giro per casa non deve
farci dimenticare che presto questi diventeranno
adulti con le loro esigenze di affetto, cibo e tempo
da dedicare. Anche per i cani, la gravidanza deve
essere una scelta responsabile per non andare ad
aumentare il numero degli abbandoni o delle gabbie
occupate in un canile.
Fonti:
si ringrazia
http://www.dogsitter.it