|
|
|
Sintomi del Diabete
Mellito nel Cane |
Livelli elevati di glucosio ematico causano la comparsa
dei segni o sintomi del diabete mellito.
La “soglia renale del glucosio” può essere superata a
causa di una presenza eccessiva di glucosio nel sangue,
che provoca una escrezione del glucosio nell’urina. La
maggiore frequenza di urinazione del vostro cane è causa
di una perdita eccessiva di liquidi corporei, che induce
il vostro cane diabetico a bere maggiormente.
Un animale diabetico può manifestare una perdita di
peso malgrado si alimenti in misura maggiore rispetto
alla norma, e questo a causa della perdita di glucosio,
un importante combustibile (fonte energetica).
Per ulteriori informazioni sul metabolismo del
glucosio vedi
Diabete mellito nel cane.
Tipici segni del diabete
nel cane
- Poliuria - Urina troppo frequentemente
- Polidipsia - Beve troppa acqua
- Perdita di peso malgrado la polifagia – aumento
dell’appetito
- Letargia
I Fattori
della patologia
1. Patologie pancreatiche: Possono essere sia
patologie che colpiscono direttamente la parte endocrina
dell’organo (quella cioè deputata alla produzione
ormonale compresa quella dell’insulina), sia patologie
che, colpendo inizialmente la parte esocrina del
pancreas, interessano secondariamente la parte
endocrina. Il pancreas è una ghiandola a secrezione
mista. La maggior parte di questa ghiandola è deputata
alla produzione di diversi enzimi e succhi digestivi che
si riversano nell’intestino tenue attraverso un sistema
di dotti (parte esocrina), mentre una piccola parte
dell’organo è deputata alla produzione di ormoni che
vengono riversati direttamente nel circolo sanguigno
(parte endocrina) e suo tramite raggiungono le cellule
bersaglio situate anche a grande distanza.
2. Malattie virali: Sembra appurato che almeno il
Parvovirus canino sia capace di promuovere la comparsa
del diabete in individui geneticamente predisposti
(anche il Coronavirus sembra poter determinare patologie
pancreatiche).
3. Fenomeni auto-immuni: Si tratta di patologie
scatenate dal sistema immunitario dell’animale che
riconosce erroneamente i propri tessuti come se fossero
estranei e li combatte producendo anticorpi contro di
essi.
4. Cause ormonali: Fra gli ormoni che promuovono
il diabete possiamo ricordare:
Il Progesterone, ormone sessuale importante nella
gravidanza ma che può anche entrare nella composizione
di diversi preparati farmacologici; induce la produzione
di un altro ormone, l’ormone della crescita, il quale
neutralizza l’insulina. Un aumento della produzione di
ormone della crescita si verifica nelle patologie, anche
di tipo neoplastico, a carico della ghiandola
Ipofisaria, sede principale della produzione di tale
ormone.
Corticosteroidi: La loro produzione, aumenta in molte
occasioni fra cui ricordiamo il morbo di Cushing
(patologia a carico delle ghiandole surrenali); ciò
provoca un eccessivo stimolo alla produzione di insulina
che, a lungo andare ne determina l’esaurimento. Effetto
analogo si può avere anche dopo trattamenti prolungati
con cortisonici.
5. Farmaci: Oltre ai cortisonici (
corticosteroidi di sintesi) possiamo ricordare i
seguenti:
6. L'obesità: nell’animale
obeso le cellule risultano meno sensibili all’azione
dell’insulina. Di conseguenza per ottenere un effetto ne
viene prodotta di più e ciò può portare ad esaurimento
delle capacità produttive dell’ormone.
Le complicazioni nel tempo
Nel diabete cronico, nonostante sia stata iniziata
precocemente una adeguata terapia, possono subentrare,
col tempo, delle complicazioni.
Le più frequenti sono:
1. Cataratta ed alterazioni retiniche: sono
patologie che si osservano principalmente nel cane.
Nonostante il trattamento, infatti, non si riesce a
controllare in maniera perfetta la glicemia che spesso
presenta delle variazioni anche consistenti con punte
rilevanti di iperglicemia.
In questi episodi il glucosio in eccesso una volta che
sia penetrato nell’umor acqueo (il liquido presente fra
le diverse strutture del globo oculare) viene convertito
in una sostanza, il sorbitolo, che a differenza del
glucosio rimane imprigionata.
La presenza del sorbitolo determina un richiamo di
molecole di acqua ed un aumento della pressione interna
del globo provocando lesioni alle strutture del
cristallino (il cristallino è la lente che convoglia i
raggi luminosi sulla retina). Ne deriva ,quindi, la
caratteristica opacità (cataratta), che spesso
costituisce il motivo per il quale l’animale viene
portato ad un controllo veterinario.
La maturazione della cataratta è veloce sicché è
importante una pronta terapia al fine di limitare la
progressione della patologia; in caso contrario si
avrebbe una perdita difficilmente reversibile della
capacità visiva.
Oltre alle lesioni a carico del cristallino si possono
instaurare, con minore frequenza, anche lesioni a carico
della retina (il tessuto sensibile alle radiazioni
luminose che traduce gli stimoli visivi in impulsi da
inviare al sistema nervoso centrale): Tali patologie
aggravano notevolmente la prognosi per la riacquisizione
della funzione visiva.
2. Pancreatiti: Se è vero che i processi
infiammatori a carico della parte esocrina del pancreas
possono determinare una alterazione diabetogena,
provocando danni alla parte deputata alla produzione
ormonale, è pure possibile, nei soggetti diabetici, il
fenomeno inverso. Il diabete può, infatti, generare
delle alterazioni metaboliche che possono determinare
episodi di pancreatite (infiammazione del pancreas) che
danno sintomi spesso anche gravi, come: dolore
addominale acuto ed importante, vomito, mancanza
assoluta di appetito.
3. Steatosi epatica (accumulo patologico di grassi
nel fegato): abbiamo già visto come nel diabete, in
carenza di glucosio intracellulare, l’organismo utilizzi
i grassi di deposito aumentandone la mobilizzazione. I
grassi che il fegato dovrebbe trattare rendendoli più
facilmente utilizzabili, nel diabete si accumulano a
livello epatico. L’aumento nelle dimensioni del fegato
è, infatti, un riscontro comune in corso di diabete.
4. Chetoacidosi: Tale fenomeno, sulla cui genesi
si è accennato in precedenza, è da considerarsi una
complicanza grave che va scongiurata attraverso un
continuo monitoraggio del tasso ematico ed urinario dei
corpi chetonici (acetone, acido acetacetico, acido b
-idrossibutirrico) che rivelano l’efficacia della
terapia insulinica.
5. Infezioni batteriche: Il soggetto diabetico è
più sensibile alle infezioni specialmente a carico
dell’apparato urinario, respiratorio e tegumentario. A
loro volta i batteri possono favorire la comparsa della
chetoacidosi
6. Neuropatie (sofferene neurologiche): Le
alterazioni a carico del sistema nervoso si manifestano
con diversi sintomi quali debolezza, bassa reattività
agli arti, difetti di andatura, involuzione muscolare.
Risulta anche ridotta la capacità del sistema nervoso di
trasmettere gli stimoli probabilmente a causa di un
accumulo di sorbitolo nelle cellule costituenti la
guaina "isolante" che avvolge i nervi.
7. Nefropatie (sofferenze renali)
8. Turbe all’apparato gastroenterico: Le
disfunzioni neurologiche viste in precedenza sono
responsabili, almeno in parte delle turbe
gastroenteriche. Lo svuotamento dello stomaco e la
progressione degli alimenti nell’intestino risultano
rallentate: ciò favorisce un abnorme sviluppo della
flora batterica residente e, con sintomi che includono
dolore addominale, inappetenza, vomito, gonfiore
addominale, alitosi, e diarrea acquosa scura più o meno
grassa.
http://www.diabete-cane-gatto.it
|